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vincitore del concorso Principi Attivi - giovani idee per una Puglia migliore
ricerca negli archivi interattivi

Il progetto

Presentazione
L’Associazione Culturale Apuliae Manuscripta presenta un progetto per la valorizzazione del territorio pugliese attraverso il recupero di una parte importante del patrimonio storico documentale della Regione Puglia, ossia quello legato al ramo pugliese della famiglia nobile degli Acquaviva d’Aragona (sec. XVI-XVIII), custodito in alcuni archivi storici europei.
Un portale interrogabile dotato di riferimenti archivistici rende fruibili le fonti documentarie. I percorsi multimediali che saranno costruiti a partire dallo studio delle fonti offriranno ad una utenza eterogenea informazioni utili relative alla promozione del territorio, al recupero di beni immobili, al turismo e alla ricerca delle proprie tradizioni.
Idea progettuale
L’importanza della celebre famiglia Acquaviva d’Aragona riecheggia attraverso le numerose tracce lasciate dalla stessa sul territorio pugliese, si pensi al castello di Conversano e al vicino monastero benedettino, al castello di Nardò e al casino di caccia di Marchione in terra di Putignano, alla peculiare architettura urbana di Alberobello o alle famose tele dipinte da Paolo Finoglio rappresentanti la Gerusalemme Liberata del Torquato Tasso. Tali elementi, di grande rilevanza simbolica e storico-artistica, sono da sempre al centro dell’attrattiva turistica della Puglia, infatti rappresentano tappe imprescindibili nell’itinerario di quanti vogliano conoscere la storia, l’arte e la cultura delle terre pugliesi. La costruzione di una parte significativa del paesaggio pugliese è legata al nobile e potente casato che, fra i secoli medievali e moderni, ha inciso profondamente sulla conformazione del paesaggio urbano e rurale della regione. Molteplici significati sono depositati non solo in ogni capitello, in ogni quadro e in ogni torre, ma anche nella forma dei boschi, nei muretti a secco, nell’organizzazione dei porti, negli spazi occupati e non, anch’essi dotati di una ragion d’essere.
Tuttavia, il pubblico fruisce di tale materiale in modo disorganico e approssimativo, ridotto ad una collezione spettacolare di monumenti, slacciati fra di loro e lontani dal tessuto sociale nel quale sono stati creati. Infatti gli oggetti sparsi sul territorio e relazionati alla famiglia nobile rappresentano solo alcuni tasselli di un mosaico disordinato e incompleto. I nomi delle strade e quelli dei casali, i santi venerati, i colori di arazzi e bandiere, i trulli e gli ulivi secolari, le forme dei porti e le dinamiche commerciali, i nomi della gente e i sapori in cucina, i modi di fare e i modi di dire....racchiudono i segreti silenziosi di una potente famiglia feudale che, non solo ha partecipato alla conformazione stratificata del territorio umanizzato, ma ha lasciato un’impronta decisiva, con una presenza lunga e intensa, sull’identità della Regione Puglia. Curiose e famose leggende, che ruotano attorno ai principali personaggi della famiglia, si mescolano e sovrappongono in maniera confusa ai dati storici di più probabile veridicità, creando dubbi e confusioni che si riflettono tanto nei libri scientifici, quanto nei dépliant e guide turistiche, lasciando spazio a imprecisioni e banalizzazioni.
Buona parte della relazione fra la nota famiglia e il territorio sul quale ha impresso nei secoli il proprio potere è, quindi, tutta da scoprire. Gli studi relativi ai nobili pugliesi incontrano da sempre forti difficoltà per la mancanza di un archivio di famiglia degli Acquaviva d’Aragona a disposizione del pubblico e per la frammentarietà delle fonti documentarie, si ricordi per esempio lo sfortunato incendio del deposito dell’Archivio di Stato di Napoli nel luglio del 1943, l’incedio della Cattedrale di Conversano nel 1911, l’assalto del popolo al municipio nel 1886 o le varie ondate di peste che devastarono parte del patrimonio documentale. Tuttavia sono diversi gli istituti di conservazione d’Europa, soprattutto in Spagna, che custodiscono le memorie del casato per diverse circostanze storiche: prima di tutto i legami politici fra il regno di Napoli e la corona d’Aragona, l’impero di Carlo V e la monarchia ispanica, e poi per l’estrema mobilità dei noti personaggi pugliesi. Conti, duchi e marchesi, vescovi, cardinali e abati, ministri, governatori e capitani d’armi... gli Acquaviva d’Aragona viaggiavano costantemente raggiungendo le corti suntuose di tutta Europa, partecipando attivamente alla vita politica, sociale e culturale di epoca moderna. Il recupero delle fonti documentarie relative alla famiglia pugliese depositate nei diversi centri archivistici d’Europa diventa imprescindibile per le molteplici possibilità di utilizzo che le stesse offrono al fine di garantire  una più adeguata e completa esplorazione del territorio pugliese, con la conseguente valorizzazione e furizione delle sue risorse e ricostruzione della sua identità.
Obiettivi raggiunti
Gli obiettivi raggiunti sono i seguenti:

  • Il recupero di una importante parte del patrimonio storico documentale della Regione Puglia, cioè quello relazionato al ramo pugliese della famiglia nobile Acquaviva d’Aragona fra i secoli XVI-XVIII, a partire dalle fonti documentarie depositate in alcuni degli istituti di conservazione dislocati su territorio europeo.
  • La proposta di un nuovo modello di lavoro per il recupero, la tutela e la diffusione delle fonti documentarie attraverso la creazione di un archivio interamente digitale a disposizione degli utenti interessati.
  • La costruzione di un sito web interrogabile dotato di riferimenti archivistici per la ricerca e lo studio delle fonti documentarie recuperate.

Nuovi obiettivi
Apuliae Mnauscripta intende raggiungere i seguenti nuovi obiettivi:

  • L’uso delle fonti archivistiche per la costruzione di percorsi multimediali tesi alla scoperta del territorio pugliese legato alla famiglia feudale degli Acquaviva d’Aragona. Tale stumento sarà rivolto ad utenti di vario tipo (municipi, scuole, enti per il turismo e altri soggetti sociali) interessati ai molteplici elementi storico-artistici sparsi sul territorio e che vogliano eludere approssimazioni e banalizzazioni.
  • La proposta di un nuovo modello di lavoro per la lettura dei fenomeni rintracciabili sul territorio e la valorizzazione del patrimonio dello stesso, attraverso l’utilizzo delle fonti documentarie (capaci di garantire la qualità del lavoro) e delle applicazioni informatiche (capaci di rendere le informazioni fruibili ad un pubblico ampio ed eterogeneo).
  • La trasformazione dell’archivio storico in un luogo aperto ad un pubblico ampio composto non solo da specialisti, ma anche da meno esperti, interessati alla riscoperta del territorio.

Fasi progettuali
La realizzazione dell’idea progettuale si è articolata in diverse fasi.
I componenti di Apuliae Manuscripta, durante il loro percorso di studio e di lavoro, hanno riscontrato un’enorme mole di documentazione, edita e inedita, sul ramo pugliese degli Acquaviva d’Aragona dei secoli XVI-XVIII in diversi istituti di conservazione dislocati su territorio europeo. Gli archivi storici d’Italia, Francia, Spagna e Germania custodiscono le memorie storiche della famiglia.
Il lavoro si è aperto con una ricerca bibliografica sul casato la quale ha permesso di isolare il segmento del lignaggio che risponde alle coordinate spazio-temporali al centro del progetto: il ramo pugliese della famiglia nobile Acquaviva d’Aragona fra i secoli XVI e XVIII (cioè da Andrea Matteo III, †1529, e Belisario, †1528, fino a Giulio Antonio IV, †1801). Centro d’interesse sono stati personaggi, luoghi ed avvenimenti chiave per l’individuazione di una serie di archivi storici e di altri centri di documentazione che contenessero documenti inerenti alla famiglia Acquaviva nell’arco di tempo indicato. Apuliae Manuscripta ha diviso gli istituti di conservazione in due gruppi: quelli che, attraverso una prima ricerca, per la verifica della fattibilità dell’idea progettuale, custodiscono documentazione sulla famiglia nobile e quelli che potrebbero conservare ulteriori fonti in base a chiari indizi storici.
Fra gli istituti di conservazione che accolgono la documentazione ne sono stati selezionati alcuni, secondo criteri di rilevanza e in accordo con le risorse a disposizione del gruppo. Questi sono:

Successivamente i componenti del gruppo si sono divisi per raggiungere i vari centri archivistici. La metodologia seguita per la localizzazione della documentazione risponde ai criteri di una ricerca sistematica e razionale che ha previsto la consultazione dei fondi che fanno capo ad istituzioni legate all’attività amministrativa del regno di Napoli, quindi della Puglia. Di questi fondi sono state considerate dapprima le serie dotate di strumenti di ricerca, informatici o cartacei, più o meno analitici, per poi passare a quelle sprovviste di ogni strumento di corredo e che pertanto hanno richiesto la consultazione e l’analisi di ogni singolo documento.
Questo tipo di ricerca analitica ha prodotto risultati notevoli facendo emergere accanto a documentazione già nota, interessanti e numerose fonti documentarie inedite.

Localizzata la documentazione si è resa necessaria la stipula di accordi e convenzioni tra gli istituti di conservazione, depositari della documentazione di interesse, e l’Archivio Diocesano di Conversano. La più importante è stata quella con il Ministerio de Cultura del governo spagnolo per la documentazione depositata nei quattro istituti di conservazione spagnoli. Tali convenzioni hanno permesso la digitalizzazione della documentazione con la possibilità di visualizzare la stessa presso le sale dell’Archivio Diocesano di Conversano creando, di conseguenza, diversi servizi per l’utenza.

Riunito il materiale documentario in formato immagine digitale si è passati ad una complessa operazione di organizzazione sistematica dello stesso. Sono stati a questo punto realizzati gli strumenti necessari alla fruizione dei documenti da parte degli utenti interessati, quali le schede descrittive delle unità documentarie, introdotte dalle descrizioni degli archivi e dei fondi di provenienza, nonchè degli istituti di conservazione corrispettivi. Tali informazioni sono state collocate su un data base interrogabile per facilitare la ricerca delle informazioni all’interno dei vari fondi (tale strumento si trova nella sezione Archivi interattivi).

Follow-up

La documentazione reperita offre molteplici possibilità di utilizzo: dallo studio fine a se stesso, all’uso delle fonti per la una nuova lettura del territorio, per la sua scoperta e quindi la sua valorizzazione.
Apuliae Manuscripta si propone come mediatore culturale in grado di rispondere alle esigenze di vari soggetti sociali interessati alla valorizzazione del territorio. Più in concreto intende costruire itinerari multimediali capaci di spiegare la complessità dei fenomeni legati alla famiglia feudale rintracciabili sul territorio.
 Le esperienze e competenze nelle materie storiche e archivistiche dei componenti del gruppo, e la collaborazione di diversi specialisti nelle stesse materie, saranno utilizzate per diffondere le informazioni racchiuse nelle fonti documentarie, punto di partenza per l’esplorazione del passato e del presente del territorio senza banalizzazioni e approssimazioni.

Apuliae Manuscripta associazione culturale - tel. 327.4278341
70014 Conversano (Bari) - Archivio Diocesano di Conversano, via dei Paolotti, 2